Stage Nazionale Estivo PGS-Aiko 2025
Condotto dal M. Silvio Giannelli
Si è tenuto da poco a Torino lo Stage Nazionale PGS-Aiko, condotto dal M. Silvio Giannelli.
Pubblichiamo con piacere di seguito uno scritto ed una poesia in merito, ricevuti da due nostre brave praticanti, più alcune foto del Seminario.
Un articolo di Sara Tagliacozzo
Praticante del Dojo Aikido Torino
Specchio vuoto
Un Maestro fra i primi allievi di Tada Sensei.
Uno stage intenso, che ha lasciato il segno. Sul corpo, per lo sforzo fisico che ha richiesto, complice il caldo. E sull’animo, per gli orizzonti di ricerca e di esperienza che ha svelato.
Andare oltre. Spingersi oltre le proprie abitudini, possibilità, concezioni, visioni. Questa è la lezione che ci ha offerto il Maestro Giannelli: una lezione estrema, provocatoria, disturbante, che costringe allo scarto, all’abbandono di ogni zona di comfort.
Perché pratichiamo Aikido nel 2025?
Che cosa cerchiamo nell’Aikido?
Che cosa riceviamo?
Perché pratichiamo Aikido nel 2025?
Che cosa cerchiamo nell’Aikido?
Che cosa riceviamo?
La narrazione condivisa su quest’arte marziale vocata all’armonia e alla pace è nota a tutti noi: il connubio fra disciplina del corpo e disciplina dello spirito, fra tecnica e mistica…
Ma dopo questi due giorni di stage la vertigine di un tale connubio appare nella sua totale incommensurabilità…
Perché pratichiamo? Noi adulti dai corpi già segnati dalla vita, noi cittadini postmoderni dai tempi di vita stritolati, noi donne lavoratrici e madri, noi impossibili samurai occidentali… Perché pratichiamo?
Che cosa costruiamo nelle poche ore di frequenza del Dojo, strappate con sacrificio alla frenesia di ogni giorno?
Che cosa cerchiamo sul tatami, oltre alla memorizzazione infinita di passi, posture, attacchi, difese e cadute da manuale?
È questo che ci ha lasciato il Maestro Giannelli: domande e dubbi.
Aperture oltre la routine della pratica.
Aperture nate da una forzatura dei nostri limiti fisici. Perché sì, ci siamo spinti tutti al limite delle nostre possibilità fisiche.
E aperture nate dalla forzatura delle nostre rappresentazioni, delle nostre certezze. Perché sì, ci siamo sentiti incapaci, inesperti, forse anche inadeguati.
Che senso ha avuto spingerci al limite di noi stessi?
Vivere frustrazione, spaesamento?
Specchio vuoto.
Il maestro Giannelli ci ha offerto uno specchio vuoto.
Vuoto perché senza fondo.
Senza fondo perché nell’Aikido non serve a nulla fermarsi davanti al proprio riflesso.
Il Maestro Giannelli ci ha offerto uno specchio vuoto.
Vuoto perché senza fondo.
Senza fondo perché nell’Aikido non serve a nulla fermarsi davanti al proprio riflesso.
È oltre che bisogna andare.
È oltre che bisogna cercare.
Oltre il corpo. Nonostante il corpo. Con il proprio corpo. Acciaccato e dolorante, pesante, rallentato. Proprio con quel corpo lì.
E anche oltre il pensiero velato da una visione limitata. Il pensiero della percezione di sé di ogni giorno. La miopia di comodo della quotidianità.
Ché in un primo momento verrebbe da pensare, dopo uno stage come questo: ma che ci faccio qui? Sono mica un samurai, sono mica un agonista, non esiste neppure l’agonismo nell’Aikido! Non esistono più i samurai!
E viene anche da pensare: che senso ha una pratica limitata e ridotta come quella che possiamo permetterci oggi in un dojo frequentato da persone normali, con vite normali, lavoro, scuola, famiglie…?
Noi che non ci alziamo alle quattro per correre decine di chilometri e poi fare misogi e poi meditare e poi praticare al dojo e la sera ritornarci e il giorno dopo ancora e quello dopo ancora e ancora e ancora?
Noi che non ci alleniamo con la spada a sessioni di centinaia di colpi fino a che l’arma è tutt’uno con la nostra mente e il nostro cuore?
Noi che respirando i suoni del kotodama non comprendiamo quanto stiamo giocando con le forze e le vibrazioni dell’universo, perché pratichiamo?
Pratichiamo per spingerci oltre. Un passo alla volta. Con la testardaggine di chi sa che non potrà mai diventare ciò che non può diventare, dati i tempi mutati, i vincoli, i limiti. Ma che non rinuncia ad affacciarsi sull’abisso, a sentire che un po’ oltre ci può andare comunque, come in questi due giorni di stage.
Specchio vuoto.
Respiro.
Ancora oltre.
Una poesia di Costanza Musso
Praticante del Dojo Aikido Torino
Prova…
Notturno
d’inizio d’estate.
Emozioni in contrasto prendono forma
geometrica
in pochi metri quadrati
in poche parole condivise.
C’è un punto di nero
in ogni bianco.
Dove un nuovo ostacolo è
motivo
di slancio
una nuova prova
prova
il valore che sei
tra compagni d’arme
dentro quel cerchio
sei la spada di tuo fratello.
Così ritornare
nel buio pesto
con la mente in aurora
come in collina
coi ciliegi in fiore.
Clicca sulle immagini per aprirle!
Qui troverai l’intero reportage fotografico dello Stage!
Tutte le migliori foto scattate durante il seminario.
Qui lo Stage sul sito Aiko:






























































Cosa altro aggiungere alle parole della nostra splendida Sara!! Nulla!! Un disamina di quello che è stato, di quello che abbiamo affrontato e orgogliosamente combattuto in questi 2 giorni di faticoso stage del grande M°Giannelli, per dimostrare a noi stessi è al Maestro , il nostro “IO”!!
Ed essendo profondamente attento alle dinamiche concettuali dell’arte moderna, non posso non citare un grande del ‘900, Magritte, che con l’opera “Riproduzione vietata” parlava dello specchio!
“Riproduzione Vietata’ può darci la possibilità di andare oltre la faccia che vediamo di noi stessi allo specchio e di aprirci al mondo delle possibilità, della continua ricerca interiore, ricerca che si compie anche tramite l’incontro con l’altro che è fuori e dentro di noi, ricerca e vissuto dell’oltre che ogni Io ha la possibilità intrinseca di esperire.
Io sono convinto, cara Sara, che lo specchio non sarà più vuoto…basta perseverare, così come stiamo facendo tutti noi , credendoci e lasciami dire , anche praticando con il sorriso, ed è proprio quello che ci farà scoprire che oltre al libro, nella meravigliosa opera di Magritte, si vedrà il nostro volto!!
Sono sempre il vostro, Genko Super Star!!
PS> Costanza!! Sei una poetessa nata!!!
Uno stage ricco di tanti importanti spunti su cui lavorare e di luminose soluzioni su tecniche, che anche col passare degli anni di pratica, ti rimangono ostiche! Ogni cammino che lavora direttamente o indirettamente sull’animo incontra specchi che prima riflettono ciò che si vuol vedere e poi diventano magici, come la borsa di Mary Poppins che nonostante le sue dimensioni siano apparentemente normali, ha un abisso per fondo ed è piena di tante cose utili e importanti. Rimani sconcertato inizialmente ma poi ne sei affascinato…
Grazie M° Giannelli per averci condotto nei due giorni di stage in un viaggio ricco di conoscenza e variegate sensazioni!
Grazie al Maestro Giannelli per gli insegnamenti e per lo specchio vuoto lasciatoci, formidabilmente descritto da Sara: noi “impossibili samurai occidentali”, irrimediabilmente attratti da un mondo sconfinato che a volte riusciamo nel nostro piccolo a trasformare in frammenti di vera poesia (Costanza né continua a dare prova!).
Come sempre uno stage molto interessante dal punto di vista tecnico.Rispecchia
anche il detto”parla poco ,lavora molto”.
Vittorio
Grazie al maestro Giannelli per l’importante stage e per l’ancor più importante prova davanti al quale ci ha posto: spingerci oltre i nostri limiti e la zona di confort per forgiare noi stessi.
Grazie a Sara che ha espresso meravigliosamente la primaria frustrazione che si trasforma in gratitudine che è quello che personalmente provo nel praticare e che mi spinge a praticare ancora.
Grazie a Costanza per il suo esprimere in versi sensazioni ed esperienze.
Sono veramente grato al Maestro Giannelli per come ha condotto lo stage e gli esami, e soprattutto perché ha fatto affiorare tante difficoltà e tanti spunti su cui dover lavorare e migliorare.
Grazie Sara per questo magnifico articolo.
Grazie Costanza per la tua splendida poesia.
Grazie a chi ha fatto le spettacolari foto allegate.
E per finire un grazie a tutti quelli che hanno partecipato direttamente e indirettamente (come chi è stato male ma ci ha pensato)!
Uno stage ricco di spunti interessanti e molto intenso! Grazie al maestro Giannelli per averci donato la sua grandissima energia, per averci aiutato a toccare le nostre difficoltà e fatto vedere l’ampiezza della pratica, al di là di quelle. Grazie Costanza per la bellissima poesia e Sara per l’articolo…Sara, penso che tutti noi “impossibili samurai occidentali”, per usare l’espressione di Piero, abbiamo provato una sorte di vertigine, comparando la nostra scarna pratica alla ricchezza possibile. Ma io credo che la strada dell’Aikido sia veramente ampia e che possa accoglierci tutti, con i nostri corpi pesanti e i nostri limiti, se comunque pratichiamo con onestà e desiderio di migliorare