Stage Nazionale Estivo PGS-Aiko 2026
Condotto da: Silvio Giannelli Shihan
Il 13 e 14 giugno 2026 si è svolto a Torino un bellissimo Stage Nazionale PGS di Aikido, condotto da Silvio Giannelli Shihan.
La partecipazione è stata numerosa e tutti i praticanti hanno potuto vivere due giornate intense, caratterizzate da un lavoro profondo e da un insegnamento di indiscutibile livello.
Come sempre, il Maestro non ha deluso le aspettative, offrendo contenuti di grande spessore tecnico e richiamando l’attenzione su principi fondamentali che, pur essendo noti a ogni aikidoka, richiedono un affinamento costante e una correzione continua. Un percorso di perfezionamento graduale che deve accompagnare ogni serio praticante.
Lo Stage si è concluso con una brillante sessione di esami, durante la quale sono stati ufficialmente riconosciuti il grado di III Dan Aikikai So Hombu al M. Giancarlo Taraschi e al M.Alessandro Melle ed il I Dan Aikikai So Hombu ad Alessandro Pugno. Traguardi sicuramente meritati, che onorano e impreziosiscono il nostro Dojo.
Proprio a due di loro lasciamo ora la parola, perché possano raccontare in prima persona ciò che hanno vissuto.
Noi, con immensa gratitudine, possiamo solo dire: grazie!
Il tunnel temporale
Un articolo di Alessandro Pugno
Yudansha del Dojo Aikido Torino
È finito. Non l’articolo, ovviamente. Quello è appena cominciato. Che poi “Articolo” è una parola grossa: tuttalpiù sarà un monologo un po’ noioso su un punto di vista molto personale. Siete avvisati.
No, lo stage è finito. Lo stage di fine anno con il M. Giannelli, con valutazioni finali e passaggi di grado.
E questo per me è stato parecchio sentito, sia come emozioni sia come attesa. Eh sì, perché è un anno che lo aspetto, o meglio che occupa un angolo della mia testa, come un promemoria lampeggiante: “Ci rivediamo a giugno”. Lo scorso anno, infatti, non l’ho terminato, per un crollo fisico dato dal caldo e da un calo di zuccheri, proprio all’ultimo miglio. Esame sospeso, da ultimare.
Se sei sulle spine per l’esito finale, ti posso anticipare che la cintura nera l’ho poi presa. Ma forse è la parte meno importante della storia; la parte più interessante, utile e forse anche divertente è un’altra: tutto quello che è successo nel “tunnel temporale” tra lo scorso stage e questo appena terminato.
Un corridoio lungo dodici mesi fatto di analisi, autocritiche, tentativi di capire cosa fosse davvero successo. E poi l’ego… chi non ne ha uno, anche non particolarmente grosso, ma a cui deve rendere conto? E infine il parlarne continuamente… io che sono della teoria che “se non se ne parla non esiste”.
Improvvisamente, da uomo ombra allenato dai migliori maestri ninja, presente ma invisibile, mi sono trovato al centro della scena, con una luce tipo occhio di bue che illuminava solo me e mi seguiva inesorabilmente. Cosa che non augurerei al mio peggior nemico. E invece tutto questo stava capitando a me, mi dicevo.
Le alternative erano:
“non vedo l’ora che sia domenica pomeriggio di un weekend di giugno, tra un anno”
“proviamo a imparare a gestire una situazione non voluta e a tratti ansiogena”.
Parafrasando una frase di un autore teatrale (spesso attribuita a GG): “Non è l’esame in sé, ma è l’esame in me che temo maggiormente.”
Più che l’esame, l’attesa, lo stillicidio, la “katana di damocle”. Sto esagerando, ma è per scherzarci su e spiegare la situazione.
E poi come in tutti i tunnel che si rispettino, inizi a vedere la luce… sta arrivando, finalmente la meta si avvicina… Sì, ma la meta fa paura: lo stage e poi… Ta-Ta-Ta-Taaahhn: l’ESAME, di nuovo.
Un’ora e mezza “de menare”, sempre con tutti sti spettatori che ti guardano, ti sezionano movimenti, postura, ti fanno le pulci su come tieni i gomiti, il peso… CheBarbaCheNoia…
Insomma, alla fine del tunnel la luce ti acceca, almeno per un attimo; poi però ti abitui, e inizi a vedere bene, anche meglio.
Lo stage è quindi iniziato, parola d’ordine: goditelo. Non pensare al calvario finale… il golgota che ti osserva e ti aspetta dall’alto. Divertiti e pratica. Ed è così che ho fatto.
Ma lo stage? Bello, intenso e sentito da tutti, ovviamente. Il maestro come sempre non si è risparmiato e non ci ha risparmiati. Personalmente ho imparato molto. Una verità è che ho imparato molto da questo anno di attesa. Almeno su me stesso e che non riguarda strettamente la nostra arte marziale preferita.
L’aikido fa anche questo: ti allena a superare ostacoli che non sono solo fisici, a convivere con le tue paure e affrontarle con coraggio e semplicità. Oltre che condividere con altri i tuoi pensieri e sentimenti. E per me non è poco..
Ne approfitto di questo palco per ringraziare tutti: il M. Giannelli, che ci segue con piacevole serietà; il M. Tamburelli che ci ha seguito e continuerà, ne sono certo.., anche di persona; il M. Ajad, che mi ricordava un giorno sì e l’altro pure che dovevo impegnarmi per questo obiettivo; la M. Flaviana, che è un dolce ma rigoroso riferimento; e tutti i compagni di Dojo, miei compagni di strada.
Sempre vostro,
Atarashi (detto anche Alessandro P.)
Una data che non dimenticherò
Un articolo di Giancarlo Taraschi
Istruttore del Dojo Aikido Torino
Tutto è iniziato con l’arrivo del Maestro Silvio Giannelli, Shihan, senza dubbio uno dei protagonisti indiscussi, insieme al Maestro Renato Tamburelli, della diffusione dell’Aikido in Italia fin dagli anni settanta. Accanto a loro, all’epoca, c’era anche un giovane maestro giapponese, Hiroshi Tada Sensei, inviato dal Fondatore stesso dell’Aikido con un biglietto di sola andata!
Mi fermo qui, ma stiamo parlando della storia dell’Aikido!
Per tutta la durata dello stage, ho avuto la strana sensazione di essere “sotto osservazione”. E così è stato! I ragazzi che dovevano sostenere l’esame sono stati bravissimi, ma io venivo chiamato continuamente per fare da Uke, sia per i Kyu che per i Dan. E di tanto in tanto, il Maestro mi chiamava anche per eseguire qualche tecnica.
Ero a pezzi, ma non ho mollato. Quando il Maestro mi ha chiamato per cognome, mettendomi sulla linea delle proclamazioni, e quando ha pronunciato il mio cognome seguito da “III Dan”, sono crollato come un bambino. Emozionatissimo, sono andato a stringergli la mano, senza riuscire a tirare fuori una sillaba.
Poi mi ha detto: “Avevi la giusta energia, Genko, per tutta la durata dello stage. E io non regalo mai nulla se non percepisco quello che tu mi hai fatto sentire.”
Parole che non dimenticherò mai.
Grazie, Maestro Giannelli, e grazie al Maestro Tamburelli, che so essere stato con noi con il cuore.
Infine, un ringraziamento doveroso va al Maestro Ajad: senza i suoi preziosi consigli, non sarei arrivato da nessuna parte!
Una poesia di Costanza Musso
Praticante del Dojo Aikido Torino
Sorriso
Se la guida è chiara
se il cerchio è sereno
se la concordia regna
nel petto di chi la abita
l’esercizio è
solo
ma non è
da solo.
Fratelli e sorelle
di pratica
palestra di vita,
ne vince più un sorriso
che un colpo
in punta di spada.
A occhi chiusi
assaporo
il calore del sole.
Quanto vale un sorriso?
A volte, una vita intera.
Radici
sulla nuda terra.
Clicca sulle immagini per aprirle!
Qui troverai l’intero reportage fotografico dello Stage!
Tutte le migliori foto scattate durante il seminario.
Qui lo Stage sul sito Aiko:







Uno stage intenso di contenuti, emozioni, dolori: contenuti per tutti i livelli di pratica, emozioni di un gruppo che è diventato una famiglia, dolori di un muscolo dimenticato o di una caduta diventata salvavita. Gli stage sono sempre delle prove con noi stessi in cui il Maestro è la guida che ti conduce tra i loghi più incerti della tua pratica, delle tue ansie, delle tue paure. Ringrazio di cuore il Maestro Giannelli per questa sua guida silenziosa e intensa.
Complimenti a tutti i compagni di Dojo per i traguardi raggiunti e che aprono la strada a nuove avventure.
Al termine di questo stage ho provato solo un’immensa gratitudine: gratitudine per i preziosissimi insegnamenti del maestro, per il tempo e la pratica di qualità condivisa con tutti, per i miei maestri di tutti i giorni e per essere sulla “via”.
Perché l’aikido ti da tanto… Atarashi ha ragione quando dice tutto quello che succede sul tatami ti mette alla prova e ti aiuta a lavorare su te stesso non solo in relazione alla pratica.
Ancora congratulazioni a tutti coloro che hanno sostenuto gli esami con un particolare plauso a Genko ed Atarashi.
Grazie ancora al Maestro Giannelli per la cura che ha dedicato al nostro Dojo, ai Maestri Ajad e Flaviana e a tutti i partecipanti per questo bellissimo week end.
Grazie
Sono diversi anni che non praticavo,
riprendere con uno stage del Maestro Silvio Giannelli per e e stato un vero piacere partecipare.
Maestro, volevo ringraziarla di cuore per lo stage di Torino.
Ha portato tecniche bellissime che mi hanno fatto tornare in mente il mio maestro Guido Garbolino. Stesse sensazioni, stesso rispetto per la disciplina.
Grazie per quello che ci ha trasmesso. È stato un vero piacere rivedere certe cose e portarle a casa con me.
A presto e grazie ancora!
Ringrazio a tutte le persone che si sono dedicate perche si potesse vivere un esperienza di questo livello che ho fagocitato con molto piacere.
Pronto per il prossimo…
grazie
Grazie M. Giannelli, per questi due giorni intensi, impegnativi, trasformativi…
Grazie a tutti i compagni e le compagne del dojo, una comunità che è sempre più famiglia.
Il mio primo stage di Aikido, uno stage che mai dimenticherò.
Una prova per me stesso, insieme ai miei limiti, una bellissima esperienza condivisa con i miei compagni di dojo.
Un gruppo compatto guidato in questa occasione dal Maestro Giannelli, rigoroso e attento che ci ha trasmesso tutta quella straordinaria Armonia insita nell’Aikido.
Bellissimo stage.
Grazie M. Giannelli, grazie a tutti per lo stupendo weekend!!
Uno stage ricchissimo. Tra gli innumerevoli spunti, ho apprezzato particolarmente il modo in cui il M. Giannelli ci ha aiutato a vedere l’Aikido come pratica “unitaria”, dove non c’è separazione tra tecnica, respirazione, kinoremma, uso delle armi e dove sempre, in ogni particolare, si può trovare il tutto.
Grazie al M. Giannelli, ad Ajad e tutti i compagni di dojo per avere reso possibile e condiviso questi due giorni. Grazie ad Alessandro, Genko e Costanza per avere raccontato cosi bene, in forma ironica o poetica, questa esperienza.
Grazie al M. Giannelli, la cui presenza è stato davvero un regalo per tutti noi e quindi grazie ad Ajad e al resto del Team per aver, ancora una volta, pensato e organizzato questo evento.
Il rigore, la disciplina, la fatica, il rispetto per i compagni, ma anche il piacere del praticare assieme e la leggerezza d’animo quando serve. Tutta roba che si trova sempre meno per il mondo, ma di cui c’è un disperato bisogno.