M. Jelena Vrzić

Il meraviglioso Laboratorio di Aikido – M. Jelena Vrzić

Un articolo di Lorenzo Rodighero

Istruttore del Dojo Aikido Torino

Il 5 e 6 aprile 2026 Il Dojo Aikido Torino ha organizzato un intenso e generoso stage diretto da Jelena Vrzić Sensei, VII Dan Aikikai So Hombu.

Dodici ore di Immersione

Non si è trattato di una maratona di resistenza fisica, ma di un’immersione totale in cui la Maestra ha profuso energia senza sosta. La sua generosità non si è manifestata solo nella quantità di tecniche mostrate, ma nella qualità dell’attenzione: dodici ore trascorse a correggere un mignolo, a riposizionare un’anca, a rispondere a ogni dubbio con la pazienza di chi ama profondamente ciò che insegna.

Il Ki e la Via di Jelena Vrzič

Parlare di Ki è spesso complesso: il rischio è di perdersi in astrazioni fumose. Tuttavia, osservando la M. Jelena, il Ki smette di essere un concetto filosofico per diventare una realtà vibrante e visibile. È quella forza sottile che irradia dai suoi occhi — una “potente aura fiammeggiante”, per citare le parole dei praticanti — e che precede ogni suo gesto; un’energia che non nasce dalla tensione muscolare ma da una profonda centratura.

Questa padronanza è il frutto di una pluridecennale esperienza maturata sia in Europa che in numerosi soggiorni di studio in Giappone. Sin dai primi anni ’90, la M. Jelena ha vissuto questi viaggi in maniera pionieristica e avventurosa, guidata da una motivazione di ricerca così forte da farle superare ogni difficoltà logistica e culturale dell’epoca. Questa dedizione assoluta ha forgiato un’energia che è stata chiaramente percepita dai suoi uke, di qualunque livello, durante la dimostrazione dei waza.

Un “laboratorio”: così lo ha definito

La M. Jelena ha definito lo stage come un vero e proprio “laboratorio”. Non si è trattato solo di una lezione frontale, ma di una ricerca collettiva guidata, dove la tecnica è diventata il terreno di un esperimento scientifico sul movimento. È stato un momento in cui Maestra e praticanti si sono confrontati sui dettagli in maniera disinvolta, esprimendo liberamente spunti o incertezze.

Il cuore di questa indagine è stata la capacità di trasporre un Iriminage dalle forme di Jodori e Tachidori alle mani nude, per poi compiere il percorso inverso. Attraverso questo costante parallelismo tra l’arma e il corpo, il focus è rimasto fisso sulla perdita del centro di uke: la Maestra ha mostrato come, indipendentemente dalla presenza del legno o del metallo, l’efficacia risieda nel sottrarre l’equilibrio all’attaccante.

Un concetto fondamentale emerso durante lo sviluppo del waza è la necessità di evitare di “svegliare il drago”: Tori deve agire senza allertare le difese o la forza reattiva di Uke, mantenendo una fluidità che non offra resistenze contro cui l’avversario possa fare leva. Bisogna condurre il movimento nel silenzio dei sensi di chi attacca, portandolo allo squilibrio totale, e permettere al “drago” di destarsi solo quando ormai è troppo tardi, ovvero nel momento finale della proiezione.

Lo Spirito del Dojo: Il Coraggio di Disimparare

Oltre la tecnica, oltre il Jo-dori e le proiezioni, ciò che ha reso questo incontro unico è stato lo spirito che si respirava sul tatami. Un’atmosfera generata da un corto circuito virtuoso: da una parte la grande umiltà e la passione della Maestra Jelena, dall’altra la totale disponibilità dei praticanti. In un’epoca in cui spesso cerchiamo conferme a ciò che già sappiamo, il “Laboratorio” della M. Jelena ci ha chiesto l’esatto opposto: il coraggio di dimenticare per un attimo le sovrastrutture, le abitudini consolidate e le “cose acquisite” che spesso diventano armature invisibili. La Maestra, con la sua dedizione instancabile, ci ha mostrato che l’Aikido non è un trofeo da esporre, ma un processo incessante di rifinitura.

Lorenzo Rodighero

Qui lo Stage sul sito Aiko:

9 commenti
  1. Ajad M. Carrodano
    Ajad M. Carrodano dice:

    Una straordinaria competenza, unita all’umiltà che solo i veri Maestri possono manifestare.
    Questa senza dubbio è stata una cifra del bellissimo Stage appena vissuto insieme alla M. Jelena.
    La Maestra questa volta ha fatto ben di più che semplicemente mostrarci i suoi bellissimi waza, ha voluto infatti condividere con tutti noi anche un metodo, un percorso di studio e sperimentazione raro e utilissimo, che per un paio di giorni ha saputo aprirci spazi nuovi di lavoro, che porteremo con noi.
    Con la consueta incredibile disponibilità e la sua straordinaria energia, la M. Jelena si è dimostrata ancora una volta un bellissimo esempio per tutti noi e di questo possiamo solo esserle riconoscenti.
    Grazie quindi a Lorenzo per l’ottimo articolo e sopratutto alla Maestra Jelena, per aver voluto onorare ancora una volta il nostro Dojo, con la sua presenza ed il suo insegnamento!

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  2. Sara
    Sara dice:

    Praticare sotto la guida della M. Vrzić è stata un’ esperienza liminale: l’attenzione a ogni singolo dettaglio tecnico nello studio di innumerevoli varianti di uno stesso waza è andata di pari passo con la condivisione di quella dimensione di concentrazione interiore che si basa sulla capacità di rivolgere lo sguardo interiormente, di entrare in uno stato di sensibilità altro da quello corporale: SHIZEN. L’immersione in questo duplice stato di concentrazione e lavoro è stato possibile solo grazie alla condivisione da parte della M. Vrzić di una meravigliosa energia, il suo Ki.
    Per questo motivo penso di poter dire che si è trattato di un’esperienza liminale: ciò che abbiamo vissuto è stato possibile perché siamo stati tutti coinvolti in una dimensione altra, collettivamente, eppure direttamente attiva in ciascuno di noi. Questo stato ci ha permesso di vivere una pratica che raramente tocchiamo autonomamente, soprattutto se, come la sottoscritta, siamo ancora all’inizio della Via.

    Che magia!
    Che gratitudine!

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  3. Boris La Palermo
    Boris La Palermo dice:

    Che bell’articolo Senpai Lorenzo 🙏
    È un’immensa fortuna e gioia che lo stage con la Maestra Jelena si stia trasformando in un appuntamento annuale.
    Preziosi e ben radicati i suoi insegnamenti, ne farò tesoro.

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  4. Genko
    Genko dice:

    Chi si aspettava uno stage “classico” sarebbe rimasto deluso! La Maestra Jelena è un pozzo di conoscenza che coinvolge tutti i partecipanti, mantenendo sempre alta l’attenzione sul “laboratorio”, dando la possibilità di intervenire con effettiva partecipazione, ricordando a tutti che una parola chiave dell’aikido è Ai (合): Unione, armonia, coordinazione…tutte cose che abbiamo toccato con mano con la straordinaria Maestra Jelena!!
    Grazie per averci regalato tutto questo
    con la speranza che questo appuntamento con la nostra scuola di Aikido di Torino diventi consuetudine!

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  5. Laura
    Laura dice:

    Un week end in cui è stato fatto un lavoro importante e impegnativo, dove Jelena Vrzić Sensei ha aperto le nostre menti e ci ha condotti in un percorso di studio e ricerca dell’Aikido ribaltando completamente i normali canoni degli stage e dell’insegnamento frontale. Un’esperienza come poche che “distrugge” le tue difese e al contempo ti arricchisce tanto, lasciandoti dentro un immenso senso di gratitudine.

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  6. Anna Tavella
    Anna Tavella dice:

    Grazie Lorenzo per avere sottolineato l’aspetto di “laboratorio” dello Stage.
    Raro e prezioso trovare una insegnante che sappia condividere la sua ricerca con attenzione, con cura e quell’umiltà che solo i grandi maestri riescono ad esprimere.
    Grazie Jelena Vrzić Sensei per il tuoi insegnamenti e la tua generosità!
    Grazie a tutti i compagni di dojo e i praticanti che si sono uniti a noi per questo bellissimo stage

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  7. Eugenio
    Eugenio dice:

    Ho potuto soltanto assistere allo stage in un pomeriggio.
    Col passare del tempo l’osservazione e l’ascolto, di quanto impartito dalla Maestra Jelena, ha attirato sempre più la mia attenzione fino a sentire forte il desiderio di salire sul tatami e di partecipare, pur coi miei limiti di principiante, mettendomi in gioco.
    Pur se in disparte, ho percepito non soltanto l’eccezionalità del suo metodo d’insegnamento che, per suo dire, voleva far “sperimentare” nuove possibilità ma anche quello spirito di collaborazione e di partecipazione attiva che ha risvegliato in tutto il gruppo dei partecipanti.
    Lo stesso spirito, la stessa energia, che ha coinvolto anche me.
    Grazie

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