Tada Sensei – Kinorenma e Internazionale 2026
Si è concluso da poco il consueto imperdibile Seminario Estivo condotto da un grandioso Tada Sensei e naturalmente una significativa delegazione del nostro Dojo era come sempre presente, sia per il Kinorenma, che all’Internazionale di Aikido.
Pubblichiamo con gioia lo scritto di un nostro bravo praticante, che crediamo, almeno per chi di noi c’era, possa offrire un’ottima immagine del vissuto.
Come un fiume trasparente
Un articolo di: Boris La Palermo – Praticante del Dojo Aikido Torino
Una settimana di stage ricca di emozioni, piacevolmente condivise con i miei compagni di Dojo.
Ogni lezione è stata introdotta da due temi d’apertura :
“Anjo-daza”
“La meditazione non necessita luoghi tranquilli e recessi.
Se si annullano emozioni e pensieri
anche il fuoco ci sembrerà fresco.”
È un poema di O-Sensei.
Così come anche:
“Sulla verità con altra verità lavora
E conosci la verità assoluta dell’unità del mondo visibile con il mondo invisibile.”
Dopo questa introduzione, i primi due giorni si è svolto il kinorenma e nei successivi giorni della settimana si sono approfonditi e praticati i waza.
Oltre a mostrare i waza il Maestro Tada ha parlato molto, sottolineando aspetti importanti della pratica e allietandoci con bellissimi racconti di esperienze di vita.
Per quanto riguarda il mio personale vissuto posso dire che sono tornato a casa con qualcosa in più e in qualche modo diverso per tanti piccoli aspetti, ma soprattutto posso dire di aver finalmente compreso che l’Aikido non è mai un punto di arrivo.
“L’Aikido è vita,
vita che scorre.
Scorre come un fiume
un fiume trasparente.”
L’incessante ricerca del Maestro mi ha illuminato. Complici la sua forza e la sua incredibile lucidità mentale (che non sono un caso) ogni anno riesce ad aggiungere ancora nuovi particolari alla pratica.
Quest’anno per esempio ha introdotto un nuovo concetto di respirazione “trasparente”: nel passaggio dal suono senza suono (mu-sei-no-kokyu), al trasparente (tome), che prima è un trasparente leggero e poi si trasforma in un trasparente profondo.
Questo mi ha fatto riflettere molto sul suo modo di vivere l’Aikido.
Un’altro aspetto importante é stato il prezioso contributo del kinorenma.
“Forgia il ki
Il ki dell’universo
Tu puoi sprigionarlo”
Non nego di averne già percepito l’importanza ma ovviamente quest’anno si radica in me più che mai.
il kinorenma non è una pratica a parte ma è parte dell’Aikido
Il Maestro ha insistito molto sul fatto che il kinorenma non è una pratica a parte ma è parte dell’Aikido ed è solo impegnandosi a praticarlo che possiamo crescere veramente.
Quindi, dopo 2 interi giorni di kinorenma e pranayama, nelle successive 5 mattine, ho percepito un netto miglioramento nella qualità del mio Aikido, che ogni tanto è diventato addirittura “moving zen”, così come al Maestro piace chiamarlo!
Concludo con un profondo ringraziamento al Maestro Tada.
Gli sono grato per la competenza e la grinta, la passione e l’amore che riesce a trasmettere ma anche per moltissimi aspetti meno evidenti: i suoi gesti, la sua presenza, il suo fare in seiza quello che va fatto in seiza (nonostante il dolore e l’età), i suoi sorrisi, la sua incessante ricerca, la sua umiltà spiazzante e la sua semplicità.
Lo ringrazio perché in questa settimana mi ha dato tutti gli strumenti per lavorare con verità sulla verità e ha detto e fatto tutto quello che serve per capirlo.
“Respiro con l’universo
Forza, intelligenza e bellezza
da te, universo,
come una carezza.”
Boris La Palermo
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Caro Boris, è un articolo veramente scritto col cuore, che a una settimana dallo stage, ci riporta tutti in quella splendida dimensione, grazie!
Il Maestro come sempre è stato immenso e più ancora del solito, a me pare, ha puntato il dito proprio verso quella dimensione “sottile”, di cui così tanti praticanti ancora paiono non aver compreso l’importanza.
Eppure se vogliamo che la nostra pratica ci permetta di evolvere veramente, non possiamo proprio fare a meno di esplorarne le profondità e Tada Sensei su questo è sempre stato chiarissimo negli anni.
Padroneggiare l’Aikido non significa solo collezionare waza, quanto piuttosto comprenderne il significato nascosto, conoscere appunto “la verità assoluta dell’unità del mondo visibile con il mondo invisibile”.
O-Sensei l’ha scritto, Tada Sensei ce l’ha ricordato, ma noi abbiamo ascoltato?
Con gratitudine…
Grazie Boris per le tue parole e grazie ai compagni di Dojo per la stupenda settimana passata insieme a sentire, vedere, riflettere sui grandi insegnamenti del Maestro Tada.
Quest’anno il Maestro ha dato a tutti una grande lezione di come la pratica la si possa adattare alla propria condizione fisica. L’Aikido non ha barriere se non quelle che noi stessi ci poniamo. Più sale il nostro livello di pratica e più i movimenti si semplificano perché è la dimensione energetica che entra più preponderante nella pratica.
Grazie di cuore Maestro per tutto quello che con costanza e pazienza ci doni.
Grazie per lo splendido articolo, Boris! Conto su di voi per portare questi insegnamenti sul tatami!
Bellissimo stage, come ha scritto Boris!
Una sfida a unire spirito e corpo, a centrarsi per ritrovare l’universo dentro di sé… Ché quando invece perdi il tuo centro, finisci per vagare fuori orbita in un buco nero… sul tatami come nella vita di tutti i giorni. Questa è la lezione che mi porto a casa. Grazie Maestro Tada! E grazie di cuore anche ai compagni e alle compagne di dojo che sono sempre attenti e solidali. Anche questo è un dono prezioso.
Grazie Boris per il tuo articolo!
Non è facile tradurre in parole le emozioni vissute a La Spezia.
Il Maestro Tada ci ha mostrato, con la sua Presenza, ancora prima che con il suo insegnamento e le sue parole, che è possibile non solo praticare, ma continuare a cercare e trovare nuovi livelli di “verità” a qualsiasi età e qualunque sia il livello cui siamo arrivati. Questo è un insegnamento prezioso, che porto a casa. Grazie al Maestro Tada e grazie a compagni e compagne di dojo per la condivisione di questa bellissima esperienza!
Bellissimo articolo Boris! Mi hai fatto rivivere dei momenti più belli e profondi della mia vita!
Il percorso che tutti stiamo intraprendendo ha solo un unica matrice : Hiroshi Tada, unico al mondo!!!
Una condivisione che comunica l’intensità di quei giorni e la profondità dei messaggi del maestro Tada che arriva anche a chi, come me, non ha avuto modo di esserci.
Grazie Boris
Я снова здесь. В этом чёртовом зале, пропахшем железом и чужим потом. Мои руки машинально тянут рукоятку тренажёра, мышцы ноют привычной болью, а мысли — мысли совсем не о спорте. Я смотрю на неё. Она сидит за стойкой ресепшена, перебирает бумаги, изредка поднимает глаза и улыбается входящим. Вежливо, дежурно. Но когда наши взгляды пересекаются, в её зрачках вспыхивает что-то совсем иное — тёмное, спрятанное под маской скучающей администраторши. Жена тренера. Катя.
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Я помню, как увидел её впервые. Год назад, когда только купил абонемент. Сергей, мой тренер, здоровенный мужик с бычьей шеей и вечно красным лицом, орал на меня за неправильную технику приседа. Она подошла, подала ему бутылку воды, мельком глянула на меня — и ушла. Ничего особенного. Обычная женщина, фигуристая, с тяжёлой грудью, которую она прятала под бесформенными футболками, с длинными тёмными волосами. Но было в ней что-то такое… Приручённое. Так дикий зверь, посаженный в клетку, сохраняет грацию движений, но теряет блеск в глазах. Она была красива той красотой, которую уже не замечает муж. Я стал замечать.
Мои тренировки совпадали с её сменами. Я высчитывал дни, когда она будет за стойкой. Сергей, ничего не подозревая, продолжал орать на меня, хлопать по плечу своей лапищей, рассказывать про «базу» и «сушку», а я думал только о том, как она поправляет волосы, как облизывает губы, когда задумывается, как наклоняется над стойкой, открывая взгляду ложбинку груди. Я представлял, какая она там, под одеждой. Представлял её запах. Не дезодорант и духи, а её, настоящий, — той женщины, которая спит с Сергеем, но не любит его. Я был уверен, что не любит. По тому, как она отстранялась, когда он мимоходом хлопал её по заднице. По тому, как она вздрагивала, когда он повышал голос.
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Мой член сейчас стоит так же, как тогда, в тот вечер. Я сижу на скамье для жима, а перед глазами — не чёртово железо, а тот момент, когда всё началось.
Это было в пятницу. Сергей уехал на какие-то соревнования в область — то ли судить, то ли выступать, я так и не понял. Зал закрывался рано. Я задержался, доделывал подход, когда услышал её шаги. Она подошла, облокотилась на тренажёр рядом.
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— Ты всегда так долго? — спросила она. Голос был тихий, без обычной дежурной бодрости.
— Только когда есть на что смотреть.
Я сам удивился своей смелости. Она не улыбнулась, не отвела глаза. Просто смотрела на меня так, словно что-то решала. В воздухе между нами повисло напряжение. Я чувствовал запах её тела — она была после душа, но сквозь гель для душа пробивался её собственный аромат.
— Пойдём, — сказала она. — Покажу тебе растяжку. Сергей говорил, у тебя с этим проблемы.
Мы прошли в пустой зал для групповых занятий. Зеркала во всю стену. Маты на полу. Она закрыла дверь на щеколду — просто, буднично, словно делала это сто раз. Я стоял как дурак, не зная, куда девать руки. А она села на мат, развела ноги в шпагат — легко, профессионально, как умеют только гимнастки и танцовщицы. Футболка натянулась на груди, обрисовав соски. Она была без лифчика.
— Ну? — она посмотрела на меня снизу вверх. — Давай. Тянись.
Я опустился рядом. Мои руки дрожали. Я положил ладони ей на плечи, нажал — она подалась вперёд, и её дыхание коснулось моего лица.
— Не так, — прошептала она. — Вот так.